Progetto l'Altra Cucina

Progetto l'Altra Cucina

Per un pranzo d'amore
“Ero carcerato e siete venuti a trovarmi” (Mt 25,36)

Progetto l'Altra Cucina

Il Progetto “l‘Altra cucina… per un pranzo d’amore” è un progetto attivo dal 2014, diventata nel tempo una tradizione, che ha visto finora il coinvolgimento di 6 Carceri: Milano – Opera; Modena; Roma – Rebibbia; Roma – Casal del Marmo; Salerno; Palermo – Pagliarelli).
La Fondazione Alleanza onlus, in collaborazione con l’Associazione Prison Fellowship Italia onlus e con l’Associazione Rinnovamento nello Spirito, organizza un elegante pranzo di Natale alla vigilia della festività in cui i detenuti sono coinvolti, in alcuni casi, con le loro famiglie.
Piatti raffinati preparati da chef stellati (negli anni Tommaso Arrigoni, Heinz Beck, Cristina Bowerman, Giampiero Colli, Lorenzo Cuomo, Pietro D’Agostino, Carmine Giovinazzo, Filippo La Mantia, Marco Moroni), momenti di musica e spettacolo offerti da artisti noti (tra gli altri Amedeo Minghi, Ficarra e Picone, Luca Barbarossa, Nek, Francesca Fialdini, Franco di Mare, Maurizio Casagrande, Nino Taranto, Massimiliano D’Alessandro, Sara Jane Olog, Beatrice Bocci e Alessandro Greco, Gianni Testa, il Trio d’Italia di “Made in Sud”, Giusy Versace, Tony Sperandeo): a fare da cornice al pranzo: tutti coinvolti a titolo gratuito per regalare ai detenuti e alle loro famiglie un Natale speciale.
Può un solo pranzo sollevare la condizione di un detenuto? Sembra di sì.
Dicono i Direttori delle carceri e gli operatori: “i frutti di un giorno come questo li raccogliamo per tutto l’anno, in termini di distensioni dei rapporti tra agenti e operatori da un lato e detenuti dall’altro. Tutti ci guardiamo in modo più umano e ripartiamo con speranza per affrontare il nuovo anno”.
Papa Francesco chiede a chi ha “la responsabilità e la possibilità” di aiutare i detenuti a far sì che la speranza non si spenga.
“Non è possibile accettare una giustizia esclusivamente punitiva, giacché la riabilitazione e le prospettive di reintegrazione sociale non solo sono dovute a chiunque abbia sbagliato ma rappresentano un investimento per tutta la società civile”

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